Le lesioni sottocutanee del tendine estensore

LA LESIONE DI SCHOENING

 

La lesione sottocutanea del tendine estensore o lesione di Schoening
è una lesione frequente che avviene senza lacerazione cutanea e che interessa l’ apparato estensore che consente l’estensione della falange distale delle dita.
Si definisce anche “dito a martello” l’atteggiamento che assume un dito quando viene colpito violentemente a livello della estremità e viene piegato improvvisamente verso il basso.Ciò avviene solitamente quando il dito viene colpito da una palla durante una partita di o anche a causa di un gesto come quando si sistema il lenzuolo di un letto.
La forza che colpisce l’estremità di un dito a volte è tale da determinare la lacerazione sottocutanea del tendine estensore a livello della sua inserzione sulla falange distale. Quando tutto ciò si verifica l’estremità del dito non può più essere raddrizzata e il dito assume la posizione che dà il nome alla malattia, ovvero “dito a martello”.
La lesione è inizialmente molto dolorosa e l’estremità del dito a livello della base dell’unghia diventa arrossata e tumefatta. Il trattamento immediato consiste nella sospensione dell’attività sportiva, se praticata al momento del trauma.
Un esame radiografico potrà escludere la presenza di un distacco osseo La semplice lesione tendinea richiede l’immobilizzazione della articolazione distale in posizione di estensione con particolari tutori reperibili commercio o con stecche metalliche per 7 settimane con un tutore . Tale posizione, che non dovrà mai essere modificata dal paziente, garantisce il posizionamento corretto del tendine durante la cicatrizzazione interna. Il tutore non impedisce comunque l’utilizzo della mano per attività generiche, non di precisione. Sarà inoltre opportuno utilizzare il tutore di notte per altre 2 settimane, pena la recidiva progressiva della deformità.

image004 A quadro clinico dopo uso splint al 3°dito

image006 B quadro clinico dopo uso splint al 3°dito

 

Tale posizione, che non dovrà mai essere modificata dal paziente, garantisce il posizionamento corretto del tendine durante la cicatrizzazione interna. Il tutore non impedisce comunque l’utilizzo della mano per attività generiche, non di precisione. Sarà inoltre opportuno utilizzare il tutore di notte per altre 2 settimane, pena la recidiva progressiva della deformità.

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DITO A SCATTO