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L’EPITROCLEITE E L’EPICONDILITE
 

L’EPITROCLEITE E L’EPICONDILITE

image002Sono due patologie caratterizzate da una degenerazione, e non un’infiammazione, dell’inserzione dei muscoli epicondiloidei, cioè i muscoli estensori del polso e delle dita nel caso di epicondilite, e dei muscoli epitrocleari, cioè dei flessori del polso e delle dita nel caso di epitrocleite. Tali muscoli contraendosi determinano l’estensione o la flessione delle dita. Queste due patologie sono note con il nome di “gomito del tennista” la prima, e “gomito del golfista” la seconda. La causa è anche legata ad una continua ed eccessiva sollecitazione dell’uso della mano edei tendini che fanno muovere il olso e le dita in flessione ed estensione che si attaccano, si inseriscono sul gomito. Il dolore caratterizza queste patologie, soprattutto alla pressione in corrispondenza dell’epicondilo (porzione esterna del gomito)e in corrispondenza dell’epitroclea (sulla porzione interna del gomito), in particolare si deve sollevare un peso.
Tale patologia si determina quale conseguenza di un sovraccarico tendineo, per una continua sollecitazione dell’inserzione dei muscoli.
Lo specialista è in grado con una valutazione medica di effettuare la diagnosi di tale patologia. Esistono infatti dei test specifici che consentono di fare diagnosi:
- Digitopressione al gomito: eseguendo una pressione nel punto di inserzione dei muscoli epicondiloidei  ed epitrocleari si evoca dolore.
- Test della mano: si chiede al paziente di estendere la mano contro resistenza o fletterlo contro resistenza. Il test è positivo se si evoca dolore sulle zone esterne del gomito.
- Test del III dito: questo test è specifico per il gomito del tennista e si chiede al paziente di estendere il III dito contro resistenza,se positivo se si evoca dolore a livello dell’epicondilo
La diagnosi è clinica. L’Ecografia e l’Esame radiografico:sono utili nei casi avanzati e per fare diagnosi differenziale con: artrosi del gomito o con patologie tumorali o stati infiammatori del nervo interosseo posteriore, ramo del nervo radiale nei casi di epicondiliti resistenti alle terapie mediche e fisioterapiche..
Il trattamento prevede diverse possibilità. La Terapia medica: in genere trovano impiego gli antinfiammatori e antidolorifici e l’uso di tutore per mantenere a riposo la sede dell’inserzione dei muscoli sull’osso. Tale tutore deve essere usato per 4mesi dalla mattina alla sera, senza mai toglierlo. Utile è anche la crioterapia anche con applicazione di gel a freddo. La Fisoterapia si basa sull’uso di strumentario medico con scopo antalgico ed antinfiammatorio, suggeribile la ionoforesi, la laserterapia e gli ultrasuoni, di moda la tecar, ma danon dimenticare le onde d’urto e l’eventuale roengenterapia prima di pensare all’intervento chirurgico. LaTerapia infiltrativa: hanno lo scopo di irritare il periostio in maniera tale da stimolare la rigenerazione tendinea, si deve utilizzare un corticosteroide. LaTerapia chirurugica: è l’ultimo stadio terapeutico. Prevede il distacco dei muscoli epicondiloidei od epitrocleari dall’inserzione. In tal modo si realizza un release a livello dei tendini degenerati risolvendo la sintomatologia algica.

 

 

 

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